Cosa Vedere

Sia nel capoluogo che nelle frazioni esistono ancora abitazioni signorili sopravvissute alle ristrutturazioni selvagge della seconda metà del ‘900, che testimoniano la ricchezza e il prestigio raggiunto dai suoi abitanti sotto il dominio veneto. 
In particolare si ricordano casa Crescini in via Castello e casa Caggioli in piazzetta Cavour nell’abitato di Mura; casa già Guffanti a Veriano; cà de becc (già casa Montini a Olsano e la splendida casa Pilotti (de’ Marchi) a Posico.
Tuttavia gli elementi più importanti del patrimonio storico – artistico del nostro paese sono gli edifici di culto.

LA PIEVE DI S. MARIA ASSUNTA 
Collocata in posizione panoramica poco sopra il paese troviamo l’elegante ed imponente mole della chiesa parrocchiale dedicata alla Vergine Assunta.
La chiesa plebana si offre alla vista come simbolo stesso del ruolo di preminenza che le garantiva la giurisdizione ancora esercitata all’epoca della sua costruzione sul vasto territorio del piviere, che comprendeva oltre a Casto e le sue frazioni, anche le parrocchie delle Pertiche fino a Presegno e Bisenzio.
La chiesa venne edificata per volere dell’arciprete Matteo Travaglioli negli anni tra il 1693 e il 1706; nel 1715 veniva consacrata dal vescovo Barbarigo. Il progetto richiama quelli del Bagnadore per la distrutta chiesa di S. Domenico a Brescia e quello del Lantana per la parrocchiale di Bagolino. La struttura esterna si slancia leggera, grazie soprattutto all’alternarsi di chiari e di scuri, data dagli arconi che smuovono le superfici, alla presenza degli eleganti portichetti laterali e all’armonia compositiva di tutto l’insieme.
La facciata pulita e lineare è scandita da paraste. Nella parete nord-est della costruzione troviamo l’elegante struttura della torre campanaria. Essa venne realizzata nelle forme attuali tra il 1796 e il 1809, anno in cui fu approntato il castello delle campane.
L’interno si presenta luminoso ed elegante, scandito dalle otto cappelle laterali e da lesene sormontate da capitelli corinzi. La decorazione della volta con i tre grandi medaglioni raffiguranti l’Incoronazione della Vergine, l’Adorazione dei pastori e quella dei Magi fu realizzata nei primi anni del XVIII secolo da Antonio Capello e Giò Batta Ottino, mentre la restante decorazione fu realizzata negli anni ’20 del ‘900 dai Trainini.
Gli altari laterali offrono esempi delle prestigiosa tradizione valsabbina dell’intaglio ligneo, spaziando dal XVI al XVIII sec.; mentre le pale sono originarie sia dell’area veneta (il Bassano e il Palma) sia di quella bresciana (Paglia, Scalvini e Voltolini)
L’ancona lignea dell’altare maggiore è di grandioso effetto scenico; venne realizzata da Giovan Battista Poccia già in spirito neoclassico, sotto la sovrintendenza di Pietro Scalvini. Essa ha la funzione di incorniciare ed esaltare la grande pala del Palma, appositamente ampliata dallo Scalvini stesso.
Sempre nel presbiterio vi è l’organo realizzato da Luigi Amati nel 1802 e in seguito più volte rimaneggiato, è oggi in cattive condizioni di conservazione.
In sagrestia ricordiamo i medaglioni della volta affrescati dal Voltolini nel 1712 con gli episodi della vita della Vergine e la Trasfigurazione sul monte Tabor. 

LA CHIESA DI S. DOMENICO 
Di origine incerta, forse dovuta alla predicazione dei Padri Predicatori, viene citata già negli atti della visita del vescovo Bollani del 1566.
La chiesa è a navata unica e presentava fino agli anni ’60 del secolo scorso un elegante portichetto in seguito demolito.
Rimaneggiata nella prima metà del XVII sec., periodo in cui venne dotata dell’unico altare, si presenta nell’insieme curata e ben tenuta.
Gli affreschi della volta sono della prima metà del XVIII secolo, di buona mano, e raffigurano episodi della vita di S. Domenico. 
La chiesa fu sede di Cappellanie e fino agli anni ’60 del secolo scorso vi risiedeva il curato. Essa seppur subì una profanazione e spogliazione nel 1797 da parte delle truppe giacobine, che ne depredarono le suppellettili e sfregiarono la graziosa pala.

LA CHIESA DELLA SS. TRINITA' DI VERIANO
Venne edificata verso la fine del XVI sec. come oratorio privato, amministrato da una cappellania, discioltasi negli anni ’30 del ‘900.
E’ dotata di un'unica navata. L’unico altare presenta una discreta pala incorniciata da una soasa tardo settecentesca..
Originariamente era dotato di un organo, purtroppo disperso nella seconda metà dell’Ottocento, probabilmente realizzato dal veneziano Gaetano Callido.
La navata, il presbiterio e la sacrestia sono ornati da eleganti stucchi primo secenteschi, che incorniciano affreschi coevi. Nel medaglione del presbiterio si trova l’Incoronazione della Vergine, mentre in quelli della navata il Sacrificio di Isacco e il Sacrificio sull’ara di Ornan.

L’edificio ha recentemente subito una meritoria opera di recupero, che ne ha fermato il degrado causato da uno smottamento del terreno, ed è stata riaperta al culto.